Sicurezza dell’approvvigionamento

Con la ristrutturazione dei sistemi energetici, la sicurezza dell’approvvigionamento assume un ruolo sempre più centrale. BKW è lieta che il Consiglio federale si occupi di questo argomento, orientandosi al modello di mercato da lei stessa proposto qualche anno fa.

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Finora, la politica non aveva un piano su come garantire la sicurezza dell’approvvigionamento futuro svizzero. Nel quadro della revisione della legge sull’approvvigionamento elettrico, il Consiglio federale ha finalmente preso in mano l’argomento, orientandosi ai meccanismi delle capacità, un settore questo a cui anche BKW punta da anni. Con esso è infatti possibile creare incentivi mirati per gli investimenti nonché una base per la stabilità dell’approvvigionamento a breve e a lungo termine.

Strumenti per la sicurezza dell’approvvigionamento basati sul mercato

Il calo dei prezzi dell’energia, la dismissione del nucleare, l’aumento del fabbisogno di investimenti da parte dell’idroelettrico e la sempre più incerta capacità di importazione dalle vicine Germania e Francia mettono sempre più alla prova la sicurezza dell’approvvigionamento svizzero. Finora non esisteva un piano esaustivo su come garantire la sicurezza dell’approvvigionamento in futuro. Siamo pertanto lieti che, nel quadro della revisione della legge sull’approvvigionamento elettrico, il Consiglio federale contempli la possibilità di impiegare strumenti integrativi e basati sul mercato, quali le riserve di stoccaggio nonché le gare per conferire nuove capacità di produzione (d’inverno), al fine di garantire l’approvvigionamento energetico a breve e a lungo termine.

Infrastruttura rete Simmental

Der Energiehandel schafft den Ausgleich zwischen Angebot und Nachfrage und aktiviert die nötige Flexibilität

Zentral bei der Sicherstellung der Versorgungssicherheit ist ausserdem die Rolle des Handels. In allen Zeithorizonten von der mehrjährigen Absicherung bis zur Systemstabilisierung im Minuten- und Sekundenbereich sorgt er dafür, dass sich Produktion und Verbrauch europaweit stets die Waage halten. Dank dem Handel kann flexibel und schnell auf Schwankungen in der Stromproduktion und -nachfrage reagiert werden, die durch schwer vorhersehbare Faktoren wie das Wetter sowie Kraftwerks- oder Netzausfälle beeinflusst werden. Wasserspeicherkraftwerke oder auch Batterien sind hierfür von zentraler Bedeutung und können als Puffer funktionieren. Zusammen mit anderen flexibel steuerbaren Kraftwerken ermöglichen sie es, die Balance zwischen Einspeisung und Ausspeisung zu halten sowie die Netzstabilität zu gewährleisten, ohne die es keine Versorgungssicherheit gibt.

Un mercato aggiuntivo per la sicurezza dell’approvvigionamento

La proposta del Consiglio federale corrisponde in gran parte al modello di sicurezza dell’approvvigionamento presentato nel 2017 da BKW. Questo è ispirato ai cosiddetti mercati delle capacità. In parole semplici, si tratta di un mercato aggiuntivo per la sicurezza dell’approvvigionamento, in cui un’istanza centrale definisce le capacità necessarie delle centrali elettriche e indice bandi di gara finalizzati a ottenerle. Un mercato delle capacità creerebbe incentivi mirati per gli investimenti nonché una base per la stabilità dell’approvvigionamento a breve e a lungo termine.

Domande frequenti

Al primo sguardo solida. La Svizzera dispone di una capacità elettrica lorda nelle centrali di circa 22 gigawatt (GW) contro una domanda massima che si aggira intorno ai 10 GW. Tuttavia si tratta in gran parte di impianti di stoccaggio, la cui disponibilità effettiva dipende essenzialmente dal livello dei bacini di stoccaggio. In aggiunta occorre chiedersi se, a medio e a lungo termine, la produzione energetica nazionale sia sufficiente a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. Da un lato, nel quadro della strategia energetica 2050 le centrali nucleari svizzere vengono gradualmente dismesse e sostituite con le energie rinnovabili, il cui contributo al sistema di approvvigionamento in inverno è minore. Dall’altro lato, le centrali idroelettriche necessitano sempre più di reinvestimenti che permettano di mantenerle in esercizio.

Pertanto, in Svizzera, la sicurezza dell’approvvigionamento potrebbe diventare critica soprattutto verso fine inverno, quando i bacini di stoccaggio sono al minimo e i Paesi vicini non sono in grado di esportare o esportano solo limitatamente. Nei prossimi anni, Germania e Francia resteranno sì esportatori netti di energia elettrica ma nei periodi più critici, soprattutto d’inverno quando la domanda sarà elevata e la produzione di energia fotovoltaica ed eolica limitata, ridimensioneranno il rifornimento ai Paesi vicini o addirittura dipenderanno esse stesse dalle importazioni. In entrambi i Paesi, infatti, l’ampliamento del settore delle rinnovabili proseguirà, mentre le convenzionali centrali elettriche regolabili verranno mano a mano spente. La Germania smantellerà l’ultima sua centrale nucleare entro la fine del 2022 e dismetterà gradualmente tutte le centrali a carbone al più tardi nel 2038. Anche in Francia la produzione di energia nucleare va scemando.

Perché, di fronte alle condizioni di mercato odierne, quasi più nessuno investe in nuove grandi centrali elettriche. Dopo aver toccato il livello più basso nel 2016, i prezzi dell’energia elettrica si sono parzialmente riassestati; una loro ulteriore salita è tuttavia limitata dal continuo potenziamento del solare e dell’eolico in Europa. L’attuale e probabilmente futuro livello dei prezzi sul mercato energetico non crea sufficienti stimoli a investire, né per quanto riguarda la realizzazione dei sempre più urgenti reinvestimenti nell’idroelettrico, né in merito alla costruzione di nuove centrali ad accumulazione o centrali elettriche di backup eventualmente necessarie per assicurare l’approvvigionamento energetico.

In primis verrebbero stabilite le capacità delle centrali elettriche necessarie a coprire il fabbisogno durante i mesi invernali (livello di autoconsumo). Dopodiché si indirebbe un bando sul mercato delle capacità per la quantità di energia necessaria, attuando due diversi meccanismi d’asta: 

  • l’elemento chiave è l’asta forward delle capacità, la quale incentiva la manutenzione e l’ampliamento delle capacità di quelle centrali elettriche che sono in grado di produrre anche nei mesi invernali.   Durante un’asta svolta con quattro anni di anticipo, un’istanza centrale rimedia le capacità delle centrali elettriche necessarie per il periodo invernale. Grazie al grande vantaggio temporale possono partecipare all’asta anche gli impianti nuovi e modernizzati, oltre a quelli preesistenti. Se le centrali già esistenti non riescono a coprire il fabbisogno e il mercato energetico non crea da solo sufficienti incentivi agli investimenti, nell’asta viene fissato un prezzo per le capacità delle centrali elettriche nuove, modernizzate o ampliate. In tal modo si crea un incentivo al (re)investimento in quelle centrali elettriche che nei mesi invernali contribuiscono alla sicurezza dell’approvvigionamento. 
  • L’asta di disponibilità, che si svolge con soli sei mesi di anticipo, invece funge da integrazione per garantire la disponibilità delle centrali elettriche e delle riserve di stoccaggio anche a fine inverno.   Il «prodotto» messo all’asta è, nel concreto, la capacità produttiva permanente di una centrale elettrica per un determinato arco di tempo, ad esempio nel mese di aprile per minimo dieci giorni. Data la breve scadenza di quest’asta, possono parteciparvi soltanto gli impianti preesistenti, pertanto il prezzo qui è fissato in base ai costi di opportunità della capacità di ritenuta del bacino di stoccaggio.